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Cessione del quinto e pensioni: tutto quello che c’è da sapere – Intervista ad Alessandro Alberta

Un numero sempre crescente di pensionati sceglie la cessione del quinto come metodo per il rimborso di un finanziamento. Per saperne di più sull’argomento, abbiamo intervistato Alessandro Alberta, professionista nel settore finanziario e assicurativo che lavora per Supermoney.eu: Alberta mette a disposizione degli utenti la propria esperienza, affrontando le principali tematiche riguardanti l’universo del risparmio. Nello specifico, in questa intervista, ci spiega in cosa consiste la cessione del quinto della pensione e fa luce sulle condizioni da conoscere, prima di richiedere un prestito.

Dati di mercato e preambolo

I dati pubblicati nell’ambito della 40ma edizione dell’Osservatorio sul credito al dettaglio, realizzato da Assofin, Crif e Prometeia, evidenziano una crescita generale delle erogazioni di prestiti alle famiglie italiane nei primi tre mesi del 2016. I risultati fanno emergere un trend positivo anche sul fronte delle richieste di cessione del quinto, avanzate in particolar modo dalla categoria dei pensionati.

Dopo i timidi segnali di crescita dello scorso anno (+2,4%), il primo trimestre del 2016 evidenzia una crescita a doppia cifra (+10,3%) dei finanziamenti con cessione del quinto dello stipendio e delle pensione che registra, nel segmento dei pensionati, una quota maggiore (46%) rispetto a quella dei dipendenti pubblici (38%).

Quali sono, secondo lei, le ragioni alla base di un rapporto così stretto tra cessione del quinto e pensioni?

Se il maggior margine di sviluppo della cessione del quinto è quello relativo alle pensioni, sono convinto che le radici di questo fenomeno socio-economico sono da ricercare nel perfetto connubio fra le potenzialità offerte dalla cessione del quinto e le specifiche esigenze dei pensionati italiani.

Mi riferisco al fatto che la cessione del quinto rappresenta per i dipendenti a riposo una soluzione di finanziamento comoda, sicura e affidabile.

Alla base dell’elevato numero delle loro richieste c’è il bisogno di disporre di una liquidità extra utile per affrontare non solo gli imprevisti e le spese straordinarie, ma anche tutte quelle scadenze e spese ricorrenti che molti pensionati non riescono ad affrontare con le loro pensioni.

Uno degli aspetti più apprezzati dai pensionati che richiedono la cessione del quinto della loro pensione riguarda la modalità di rimborso: la possibilità di restituire la somma ottenuta attraverso il pagamento di una rata mensile costante, a tasso fisso, comprensiva della quota capitale e della quota interessi rappresenta per il pensionato un aspetto significativo e rassicurante. La cessione del quinto della pensione rappresenta una forma di finanziamento particolarmente affidabile proprio perché la quota erogabile viene calcolata in modo tale da salvaguardare l’importo della pensione minima.

Cosa spinge i pensionati ad affidarsi a questa modalità di rimborso del finanziamento?

Le formule di prestito dedicate alla terza età sono pochissime. Questo perché l’anzianità è considerata un fattore di rischio crescente per gli istituti di credito che generalmente manifestano qualche perplessità nell’erogare dei prestiti personali a chi ha più di 70 anni.

A ben guardare, fra le formule di credito dedicate ai pensionati, la cessione del quinto rappresenta l’unica opportunità concreta di ottenere un prestito per questa specifica categoria sociale. Circa le banche, ciò che le rende bendisposte all’erogazione del credito ai pensionati tramite cessione del quinto è la polizza vita obbligatoria prevista da questa particolare formula contrattuale: il pensionato che richiede un prestito tramite cessione del quinto deve infatti sottoscrivere anche un’assicurazione vita che tuteli la banca nel caso di prematura scomparsa del richiedente. Il costo di questa polizza aumenta in base all’età del soggetto.

Dettagli  e consigli utili

Può spiegarci, brevemente, in cosa consiste la cessione del quinto?

La cessione del quinto permette di ottenere un finanziamento a tasso fisso con rimborso a rate costanti. A fare la differenza in questa forma di contratto sono, come dicevo all’inizio dell’intervista, i meccanismi di rimborso della somma erogata che viene detratta dalla pensione direttamente dall’istituto previdenziale.

L’espressione “cessione del quinto” deriva dal fatto che l’importo massimo della rata di rimborso del finanziamento non può mai superare il valore di un quinto (ovvero il 20%) della pensione del richiedente. Ciò vuol dire che la rata del prestito sarà influenzata anche dall’importo della pensione stessa.

Nello specifico, la quota cedibile viene calcolata al netto delle trattenute fiscali e previdenziali e, ricordiamolo, sempre in modo tale da non intaccare l’importo della pensione minima stabilito annualmente. L’INPS ha infatti definito quali sono i criteri minimi di accesso alle soluzioni di finanziamento per i pensionati con lo scopo di garantire l’inviolabilità dei requisiti minimi di sopravvivenza.

In generale, la cessione del quinto può essere richiesta da tutte le categorie pensionistiche, escludendo chi percepisce pensioni e assegni sociali, invalidità civili, assegni mensili per l’assistenza ad anziani o forme di sostegno al reddito e al nucleo familiare, prestazioni di esodo e pensioni con contitolarità.

Quali sono, a suo giudizio, gli aspetti più importanti da conoscere prima di richiedere un prestito che sarà rimborsato mediante la cessione del quinto della pensione?

Spesso quando i consumatori si trovano a valutare la convenienza di un prestito tendono a soffermarsi solo su alcuni voci di spesa senza invece considerare alcuni costi meno evidenti, capaci però di influenzare l’ammontare della rata e quindi l’importo finale da rimborsare. Questo discorso vale ovviamente anche per la cessione del quinto.

Per riuscire a individuare una soluzione di finanziamento vantaggiosa è quindi importante prestare attenzione a tutti gli elementi del contratto, che per legge devono essere indicati in modo chiaro e trasparente.

Un contratto per la cessione del quinto dovrà infatti riportare tutte le seguenti informazioni: l’importo finanziato e la modalità di erogazione; la durata e l’importa della rata; l’importo della copertura assicurativa e il T.A.E.G – il tasso annuo effettivo globale – che rappresenta un valido parametro per valutare il costo totale del finanziamento. Oltre al tasso d’interesse, il T.A.E.G comprende infatti le spese accessorie, assicurative e bancarie.

Infine, vorrei soffermarmi su un ultimo aspetto di cui si parla troppo poco: i tassi di usura, un criterio di valutazione oggettivo utile per valutare il livello di competitività di qualunque soluzione di finanziamento. Prima di sottoscrivere un finanziamento è sempre buona regola accertarsi che gli interessi del prestito siano inferiori ai tassi-soglia anti usura e al tasso convenzionale stabilito per la propria fascia di età.

Per monitorare il corretto andamento del mercato, il Ministero del Tesoro rileva trimestralmente il tasso effettivo globale medio degli interessi praticati dalle banche e dagli intermediari finanziari nel corso del trimestre precedente. I tassi medi rilevati sono pubblicati nella Gazzetta Ufficiale e rappresentano il livello massimo oltre il quale si configura il reato di usura.

E cosa ritiene sia bene valutare oltre a quanto già affermato?

Un altro aspetto su cui vorrei richiamare l’attenzione è la tutela dei diritti dei risparmiatori, che soprattutto nel caso dei pensionati occorre ribadire con forza. Vorrei infatti ricordare che prima di sottoscrivere qualunque contratto di finanziamento, compreso quello per la cessione del quinto, il consumatore ha il diritto di richiedere una copia del contratto che potrà rileggere a casa con calma prima di firmarlo ed accettarlo.

Inoltre, prima della conclusione del contratto, il risparmiatore dovrà ricevere un documento denominato “Informazioni Europee di base sul Credito ai Consumatori” dove sono riportate tutte le informazioni sul finanziamento: dalle caratteristiche tecniche del prodotto ai suoi costi.

Infine, vorrei ricordare anche l’importanza del “diritto di recesso” che può essere esercitato entro 14 giorni dalla stipula del finanziamento in caso di ripensamento da parte del cliente. Tale facoltà non prevede alcun tipo di consenso da parte della banca o da parte del mediatore creditizio. Se il finanziamento è già stato attivato si avranno 30 giorni di tempo per restituire il capitale o gli interessi maturati previsti dal contratto, e per rimborsare al finanziatore l’imposta sostitutiva pagata al datore di lavoro e all’ente pensionistico.

Previsioni future

Cosa può fare, secondo lei, l’offerta per rendere questa forma di prestito alle famiglie ancor più trasparente e appetibile per i consumatori?

Il timore di non riuscire a rispettare i tempi e le modalità previste dai piani di ammortamento rappresentano senza dubbio una delle preoccupazioni più diffuse fra i risparmiatori che valutano la possibilità di sottoscrivere un contratto di finanziamento, qualunque esso sia.

Sebbene le previsioni per il triennio 2016 – 2018 prospettano un consolidamento della ripresa del mercato creditizio – già emersa nel primo trimestre del 2016 – solo un graduale miglioramento delle condizioni economiche e la distensione dei vincoli di offerta potrebbero rafforzare e consolidare questo trend positivo.

Sicuramente una maggiore chiarezza e trasparenza circa le condizioni contrattuali potrebbero rendere l’offerta di questa forma di prestito ancora più appetibile per le famiglie italiane.

Vorrei puntare l’attenzione anche sul ruolo dei consulenti finanziari che entrano ogni giorno in contatto con i risparmiatori e che hanno il dovere di fornire risposte sicure e affidabili. Bisogna, non solo verificare che queste figure professionali siano dotate delle competenze giuste per assolvere al meglio il loro lavoro, ma prevedere anche dei programmi formativi più mirati e un codice deontologico di autoregolamentazione che permetta agli operatori finanziari di muoversi con maggiore professionalità, trasferendo al cliente tutte le caratteristiche e i vantaggi tecnici del prodotto.

Pensa che il numero di pensionati che scelgono di chiedere un prestito rimborsabile mediante cessione del quinto sia destinato a crescere ancora nel prossimo futuro?

Certamente sì. Relativamente alla cessione del quinto, esiste un bacino potenziale di diversi milioni di clienti in età da pensione che in futuro potrebbero decidere di richiedere un prestito, merito innanzitutto di un invecchiamento più attivo rispetto al passato, che non pone limiti alla voglia di progettare e realizzare obiettivi ambiziosi.

La precarietà economica e lavorativa, inoltre, già sta orientando molti genitori ormai pensionati a rivolgersi alle banche per poter aiutare i propri figli.

Considerato che attualmente la cessione del quinto è la formula che meglio risponde alle esigenze di questa fascia della popolazione è quindi verosimile pensare che nei prossimi anni il numero dei pensionati che richiederanno un finanziamento di questo tipo continuerà ad aumentare.

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