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Intervista a Michele Muccini: dalle nanotecnologie all’organizzazione di TEDxCNR

TEDxCNR – Beyond the Known, che si è tenuto lo scorso 8 ottobre a Roma, è stato uno di quegli eventi che IBL Banca ha avuto il piacere e l’onore di sostenere. Crediamo nell’importanza di condividere le idee innovative e TEDxCNR è l’ambito in cui creatività, competenza, leadership e innovazione s’incontrano per dare vita a una manifestazione di alto valore scientifico e sociale. Una finestra su quell’eccellenza italiana troppo spesso dimenticata. Un ambito nel quale abbiamo incontrato una persona che vive ogni giorno la sfida di andare beyond the known, oltre il noto, con la quale abbiamo voluto condividere un’intervista speciale da ospitare nel nostro Magazine: si tratta di Michele Muccini, Direttore del CNR-ISMN e organizzatore di TEDxCNR.

Cos’è TEDxCNR

Per capire cosa è TEDxCNR, partiamo da TED: si tratta di un’organizzazione no-profit con la missione di divulgare idee nuove e di valore, attraverso conferenze alle quali partecipano, in qualità di speaker, alcune tra le menti più brillanti del pianeta. Il motto dell’organizzazione, attiva fin dal 1984, è “Ideas Worth Spreading” (Idee che vale la pena diffondere). Gli interventi degli speaker, condensati in 18 minuti di esposizione, espongono al mondo il risultato di riflessioni ed esperienza per stimolare e allargare il potere cognitivo di tutta la comunità umana.

TEDxCNR è l’evento indipendente, organizzato su licenza concessa da TED, con l’obiettivo di condividere le nuove visioni e i nuovi modelli sviluppatisi nell’ambito delle attività pioneristiche del Consiglio Nazionale delle Ricerche e dei suoi partner.

TEDxCNR ha coinvolto per la prima volta in Italia un Ente di ricerca e ha visto la presenza di protagonisti di spicco della “ricerca estrema”, coloro che, ogni giorno con passione, intelligenza e competenza, varcano la soglia del noto per andare oltre (Beyond the Known). Moderni esploratori che arricchiscono lo scibile umano, aprendo le piste del futuro.

IBL Banca, in qualità di partner, ha voluto essere parte di questa straordinaria esperienza umana, culturale e scientifica, associando con entusiasmo il proprio marchio al mondo del TED, riconosciuto come sinonimo di creatività, collaborazione e innovazione nel mondo.

Chi è Michele Muccini

In occasione dell’evento, abbiamo avuto il piacere d’incontrare il fisico Michele Muccini, organizzatore di TEDxCNR: una persona che incarna appieno lo spirito di TED. Una mente brillante alla guida del CNR-ISMN (Istituto per lo Studio dei Materiali Nanostrutturati) e un’eccellenza della ricerca nazionale.

Oltre il ruolo di Direttore del CNR-ISMN, Michele Muccini è Presidente del Consorzio MIST E-R, con il quale gestisce il Laboratorio di Micro e Submicro Tecnologie Abilitanti dell’Emilia Romagna, e fondatore di ETC srl, start up nata dal CNR per lo sviluppo dei dispositivi per l’elettronica organica e la biofotonica.

Tutti titoli guadagnati sul campo, perché Muccini ha contribuito concretizzando le proprie idee in numerosi brevetti internazionali, tra cui l’OLET (transistor elettroluminescente organico) e l’OCST (sensore organico per la stimolazione e la registrazione di reti neuronali).

Intervista a Michele Muccini

Che importanza ha la scelta di un ente di ricerca da parte del TED?

La selezione fatta dall’istituzione mondiale TED per l’organizzazione degli eventi indipendenti TEDx è molto rigida e fatta di tappe obbligate lungo un percorso che porta gli organizzatori ad entrare a far parte di una comunità ampia e, soprattutto, a condividerne a fondo i valori. Per la concessione della licenza TEDxCNR, che è di tipo nominale, ho dovuto avviare molto tempo prima del si ufficiale arrivato dagli Stati Uniti, un percorso lungo e articolato, proprio perché si trattava di una concessione nuova, senza edizioni precedenti. Ci sono state licenze ad altri enti di ricerca nel mondo (NASA, ESA, CERN), ma nessuno di questi ha la missione di generare conoscenza in tutti i campi del sapere, noi siamo il primo esempio in Italia e nel mondo. Presentare la domanda, è stata una grande scommessa ed è stato necessario crederci fermamente fin dall’inizio e chiaramente è stato il know how e la credibilità del Consiglio Nazionale delle Ricerche l’elemento essenziale per ottenerla. Il nostro è il più grande ente di ricerca multidisciplinare sul territorio nazionale con competenze interne di altissimo livello. E TED vuole solo il meglio.

Come sono stati scelti i personaggi che si sono alternati sul palco e quali temi sono stati toccati?

La scelta degli speaker non è stata affatto una cosa semplice. Abbiamo deciso di aprire le candidature non solo a tutta la rete scientifica CNR ma anche all’esterno, ad altre realtà di ricerca nazionali e internazionali e alla società. Abbiamo ricevuto centinaia di candidature e ci siamo avvalsi dell’aiuto di un panel esperto e competente di cui ha fatto parte anche il fisico e inventore Federico Faggin. Il team di selezione ha lavorato per la valutazione scientifica, prestando maggior attenzione al contenuto; dall’altra parte è stato altrettanto fondamentale il nostro team di esperti in public speaking che, attraverso colloqui conoscitivi, ha potuto valutare l’empatia e il carisma necessari per tenere un talk all’altezza di TED. Il format americano, infatti, è davvero molto rigido e proprio per questo, in alcuni casi, abbiamo dovuto rinunciare a un’idea bella e forte perché non supportata da una trasmissione altrettanto empatica e d’impatto. E’ successo anche il contrario, abbiamo conosciuto personaggi talmente forti da offuscare l’idea e in questi casi, abbiamo certamente sofferto meno nell’escluderli. Sul palco abbiamo visto esperti, innovatori, professori, divulgatori, ricercatori provenienti dal mondo scientifico e non solo, hanno parlato di innovazione, ricerca, divulgazione, cybersecurity, robotica, medicina, qualità della vita, economia, ambiente e tanto altro.

Può fare, insieme a noi, un primo bilancio dell’evento?

È stato un grande successo sia dal punto di vista della presenza di pubblico, sono stati oltre 1000 gli spettatori presenti all’evento, ma anche dal punto di vista in generale della comunicazione di idee che stanno alla frontiera della conoscenza. Fare andare scienza e divulgazione scientifica di pari passo è difficilissimo. Credo ci sia bisogno di uno sforzo condiviso tra la rete scientifico-istituzionale e il sistema media del nostro Paese. Se da una parte, i ricercatori, non comunicando abbastanza efficacemente, non permettono alla comunità di apprezzare il progresso e di proiettarsi nel futuro con nuovi progetti e nuove speranze, dall’altra parte, i media dovrebbero impegnarsi ad accendere costantemente i riflettori sulla ricerca inserendola nell’agenda setting del Paese. Mi auguro che questo sia solo il primo di un ciclo di appuntamenti per avvicinare la scienza all’uomo.

Ricerca e innovazione: a che punto siamo in Italia e quale futuro ci aspetta?

Ricerca e innovazione costituiscono una determinante indiretta del benessere e sono alla base del progresso sociale ed economico del nostro Paese.  La ricerca di eccellenza genera nuova conoscenza che deve trasformarsi in innovazione per affrontare le grandi sfide sociali legate alle salute, alla sostenibilità dei sistemi economici, all’energia, all’ambiente, alla sicurezza.  Gli investimenti in Ricerca nel nostro Paese hanno storicamente sofferto perché determinano cambiamenti e producono ritorni non nell’immediato ma nel medio-lungo termine. Questo ha determinato una situazione a macchia di leopardo in cui aree di eccellenza si alternano a zone grigie non all’altezza delle sfide che la forte evoluzione dei nostri sistemi sociali pone e porrà con sempre maggiore forza. Per invertire questa tendenza, che purtroppo sta continuando e rischia di ipotecare irreversibilmente il futuro del nostro Paese, è necessaria una grande presa di coscienza collettiva che passa anche dal coinvolgimento informato della società che è la beneficiaria ultima di tutti i programmi di ricerca e sviluppo.

Le nanotecnologie sono il suo pane quotidiano. Può farci un esempio pratico della loro applicazione nella vita di ogni giorno?

Ci sono molte applicazioni delle nanotecnologie che sono entrate nella nostra vita e che ormai diamo per scontate come parte della nostra quotidianità, come se fossero sempre esistite o fossero in qualche modo scaturite dal nulla. Possiamo citare il Laser a semiconduttore che ha reso la tecnologia laser pervasiva e utilizzabile ovunque, abilitando lo sviluppo di nuovi metodi meno invasivi e più efficaci di diagnostica e cura di malattie, oltre che nuovi paradigmi per la generazione e la trasmissione di dati ad altissima densità attraverso fibre ottiche. La Genomica che consente diagnosi precoce di malattie incurabili e apre la strada a cure fino ad oggi considerate impensabili, o qualcosa che cominciamo a toccare con mano e che ha un grosso impatto sulla sostenibilità delle risorse ambientali, la tecnologia di illuminazione a LED.

Qual è, a suo avviso, la più grande scoperta (già fatta o da fare) con la più piccola materia?

Entrare con materia di dimensione nanometrica all’interno di sistemi cellulari e reti neuronali a comprendere e curare i meccanismi biologici fondamentali per malattie neurodegenerative e i tumori. Abbiamo la possibilità di farci piccoli portando la nostra intelligenza nella dimensione che determina i nostri processi vitali e il nostro ciclo di vita. La strada è aperta e sono sicuro che il futuro ci riserverà fantastiche possibilità di illuminare con una nuova e più approfondita conoscenza i meccanismi di funzionamento dell’essere umano.

TED in poche parole

Cosa significa TED: acronimo che sta per Technology, Entertainment, Design, ecc…

Cos’è: organizzazione no-profit con lo scopo di diffondere le nuove idee attraverso le parole di chi le ha pensate.

Quando nasce: la prima conferenza si è svolta nel 1984 a Vancouver, patria di TED, si parlava di Sony Compact Disc e Apple Macintosh.

Nazionalità: senza confini.

Motto: Ideas Worth Spreading.

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