Intervista Kirsten Van Toorenburg

Prestiti alle famiglie. Come sono cambiate nel tempo le abitudini degli italiani circa il ricorso agli stessi, intervista a Kirsten Van Toorenburg

La Dott.ssa Kirsten Van Toorenburg (http://assofin.it/) è responsabile Studi, Statistiche e Formazione di Assofin, associazione che riunisce i principali operatori finanziari nei comparti del credito alla famiglia (credito al consumo e immobiliare).

Van Toorenburg è membro dello Statistical Committee di Eurofinas, la Federazione europea che riunisce 17 associazioni nazionali del settore con sede a Bruxelles. È responsabile editoriale, per Assofin, dell’”Osservatorio sul Credito al Dettaglio”, pubblicazione semestrale a cura di Assofin, Crif e Prometeia, e dell’”Osservatorio sulle carte di credito”, report annuale a cura di Assofin, Crif e GfK.

Grazie all’esperienza ventennale nel settore del credito alle famiglie, partecipa come speaker a diversi seminari e convegni dedicati al credito al consumo, al mercato delle credit card e al mercato dei mutui.

Dati alla mano

1. Partiamo dai numeri. I risultati dell’ultima analisi condotta dal Barometro Crif rivelano che tra gennaio e settembre 2015 le domande di richiesta prestiti da parte delle famiglie italiane sono aumentate del +7,6% rispetto allo stesso periodo nel 2014. Il trend positivo sembra essere il risultato soprattutto dell’aumento di richieste per finanziamenti finalizzati all’acquisto di beni e servizi. Come interpreta questo dato?

I dati effettivi del mercato, rilevati dall’Osservatorio Assofin sul Credito al consumo, mostrano come esso sia tornato a crescere nel corso del 2015.

Le erogazioni di prestiti personali – che, diversamente dai prestiti finalizzati, non sono associabili all’acquisto di uno specifico bene o servizio –  risultano in ripresa nei primi nove mesi del 2015 (+14,4%), dopo il calo registrato nel 2014. Le erogazioni di finanziamenti finalizzati, che già nel 2014 mostravano una ripresa (+4.6%) sono anch’essi in crescita nei primi nove mesi del 2015 con un +14.1%.

Del resto, negli anni di crisi il calo del potere d’acquisto delle famiglie ha avuto effetti negativi in quasi tutti i campi e il settore più penalizzato è stato proprio quello dei beni durevoli. Come è logico immaginare, se una famiglia si trova a vivere in un momento di incertezza economica la prima cosa che fa è rimandare o rinunciare ad acquisti onerosi: è quanto successo negli anni più recenti.

La ripresa del credito al consumo è quindi legata al recupero della spesa delle famiglie in beni durevoli, pari al +7,3% nei primi nove mesi del 2015.

2. Nonostante il trend appena citato, secondo quanto riporta l’Abi nei primi sette mesi del 2015 i prestiti erogati per l’acquisto di una casa sono aumentati dell’82% rispetto allo stesso periodo nel 2014. Resta quindi la casa di proprietà, secondo lei, il primo obiettivo delle famiglie che ricorrono al sistema dei prestiti o la situazione socio-economica del Paese ha stimolato un cambio di rotta?

La casa di proprietà è sicuramente un obiettivo importante per le famiglie italiane.

E’ bene fare però alcune precisazioni sulla crescita del settore. I dati delle nuove erogazioni comprendono infatti sia i prestiti legati all’acquisto di una nuova abitazione, sia  altre tipologie di mutuo quali le surroghe (che pesano per circa il 30% sul valore del dato totale) e le rinegoziazioni con la propria banca. Non sono pertanto tutti nuovi prestiti. L’Osservatorio Assofin rileva che le erogazioni propriamente legate all’acquisto di una nuova casa sono in aumento del 21% nel 2015.

Nessi e rapporti causa-effetto

3. Esiste un legame tra la variazione dei tassi d’interesse e l’apparente fiducia degli italiani nei confronti della richiesta di un finanziamento?

Diciamo che il quadro macroeconomico, che mostra segnali positivi, e una ritrovata fiducia tra i consumatori sono fattori che contribuiscono alla ripresa del mercato dei prestiti alle famiglie. È bene sottolineare comunque che in Italia c’è sempre una maggiore prudenza a richiedere prestiti rispetto ad esempio ai Paesi anglosassoni. Nonostante questa precisazione i segnali sono positivi, merito senz’altro anche dei tassi d’interesse attualmente ai minimi storici. Il consumatore appare quindi più propenso, rispetto agli ultimi anni, a ricorrere al finanziamento perché è più fiducioso circa la possibilità di restituirlo.

4. Sulla base di quanto detto finora, è giusto parlare di una ripresa economica del Paese o piuttosto il ricorso al sistema dei prestiti anche per l’acquisto di beni e servizi non di prima necessità è la diretta conseguenza di un cambiamento nelle abitudini e nelle motivazioni degli italiani dettato da una crisi che dura ormai da troppo tempo?

Le famiglie tornano a fare acquisti di beni durevoli, per lo più “di sostituzione”, che sono stati rimandati per lungo tempo.  Come accennavo prima, la situazione generale è sicuramente migliorata,  tuttavia la crisi è stata pesante, alcune famiglie negli anni scorsi si sono trovate a dover ricorrere ai propri risparmi per far fronte alle necessità del quotidiano e le prospettive poco rosee hanno spinto i consumatori a rinviare a tempi migliori le spese non indispensabili. Lentamente ci stiamo riprendendo, anche se sono in parte cambiati gli stili di consumo, ora più attenti e consapevoli.

Eravamo un popolo di risparmiatori …

5. È indubbio che tra il 2008 e il 2015 il ricorso al sistema dei prestiti sia aumentato sensibilmente tra gli italiani. Quanto la crisi economico-finanziaria ha cambiato le abitudini di un popolo da sempre considerato di grandi risparmiatori?

In realtà non è così: si è assistito a partire dal 2009 ad una contrazione del credito al consumo che si è protratta per ben cinque anni consecutivi. Le famiglie per prudenza vi ricorrono solo quando hanno la ragionevole certezza di poter sostenere le relative rate. Solo nel 2014 si sono visti i primi segnali di ripresa e l’andamento delle erogazioni è correlato al quadro economico: in tempi di crisi il mercato dei prestiti subisce un rallentamento, perché il credito alle famiglie è un’attività tipicamente pro ciclica.

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