Prestiti personali come richiederli Massimiliano Dona

Prestiti personali. Quali fattori valutare prima di richiederli – intervista a Massimiliano Dona

Avvocato e giornalista, Massimiliano Dona è Segretario Generale dell’Unione Nazionale Consumatori, la prima Associazione italiana a difesa dei consumatori.

Per il suo impegno a favore dei consumatori è stato insignito nel 2013 dell’onorificenza a Commendatore al merito della Repubblica Italiana. E’ membro del Consiglio Nazionale dei Consumatori e Utenti (CNCU) presso il Ministero dello Sviluppo Economico e, per nomina governativa, rappresentante italiano nel Gruppo Consultivo Consumatori presso la Commissione Europea (ECCG).

Si è da sempre battuto per l’introduzione della class-action in Italia, patrocinandone in giudizio la prima azione legale accolta nel 2013 dal Tribunale di Napoli.

E’ autore di numerosi saggi e collabora con l’Università degli studi di Roma Tre.

Dati alla mano

1. Partiamo dai numeri. I risultati dell’ultima analisi condotta dal Barometro Crif rivelano che tra gennaio e settembre 2015 le domande di richiesta prestiti da parte delle famiglie italiane sono aumentate del +7,6% rispetto allo stesso periodo nel 2014. Il trend positivo sembra essere il risultato soprattutto dell’aumento di richieste per finanziamenti finalizzati all’acquisto di beni e servizi. Come interpreta questo dato.

Dopo un lungo periodo di crisi, e quindi di crollo delle richieste, è naturale che ci sia una ripresa del numero delle operazioni. Abbiamo quindi pochi motivi di soddisfazione, ma solo la speranza di cambiamento del trend.

2. Nonostante il trend appena citato, secondo quanto riporta l’Abi nei primi sette mesi del 2015 i prestiti erogati per l’acquisto di una casa sono aumentati dell’82% rispetto allo stesso periodo nel 2014. Resta quindi la casa di proprietà, secondo lei, il primo obiettivo delle famiglie che ricorrono al sistema dei prestiti personali o la situazione socio-economica del Paese ha stimolato un cambio di rotta?

Non credo ci troviamo di fronte ad un cambiamento di rotta significativo: l’elevata percentuale di incremento sui prestiti erogati per la casa è solo in parte attribuibile a operazioni di acquisto, ma principalmente è da ricondurre alle surroghe. I consumatori hanno cercato di rinegoziare le condizioni dei propri mutui ipotecari per beneficiare delle condizioni attuali fortemente vantaggiose.

 

I requisiti del cittadino

 

3. Quali sono i fattori che occorre considerare nel momento in cui si decide di richiedere un prestito personale?

Un prestito personale può essere richiesto da chiunque abbia un’età compresa tra 18 e 75 anni.

Nel momento in cui si decide di richiedere un finanziamento, bisogna essere consapevoli delle condizioni che vengono offerte dalla banca o dalla finanziaria a cui ci si rivolge. E’ importante farsi consegnare un preventivo dettagliato dei costi da sostenere, con l’indicazione dei tassi proposti e delle commissioni richieste; in questo modo si può fare una comparazione.

E’ fondamentale rivolgersi a primari soggetti che operano nel mercato ed essere consapevoli che in caso di ritardo nel pagamento delle rate si rischia l’intervento delle società di recupero crediti.

È quindi importante prestare attenzione alle scadenze ed effettuare i pagamenti mediante Rid bancario evitando l’uso del bollettino postale che, spesso, è causa di ritardi e quindi di interessi di mora. Spesso è impossibile scegliere l’interlocutore creditizio, perché in occasione dell’acquisto di alcuni beni il venditore ha già una convenzione con una finanziaria. In questo caso è bene chiedere comunque il dettaglio dei costi per poter verificare l’andamento del finanziamento.

4. Reddito, affidabilità finanziaria, tipologia del contratto di lavoro. Sono alcuni dei requisiti che il richiedente deve possedere per ottenere un finanziamento. Può spiegarceli nel dettaglio? Quali altre caratteristiche aggiungerebbe?

Per  ottenere una risposta positiva dalla banca, il richiedente deve possedere determinati requisiti: deve avere un reddito, ossia l’insieme delle entrate monetarie di una persona fisica in un determinato periodo di tempo; un’affidabilità finanziaria che corrisponde alla reale capacità di rimborso che tenga conto di tutti gli impegni di pagamento mensili. Tale “capacità di rimborso” deve essere dimostrabile attraverso l’esibizione della busta paga in caso di lavoratore dipendente, della dichiarazione dei redditi in caso di lavoratore autonomo e del cedolino della pensione per i pensionati.

Nel caso in cui non si abbia la possibilità di dimostrare la propria “capacità di rimborso” può essere richiesta la garanzia personale di un terzo che si impegni a pagare in caso di inadempimento da parte del richiedente. Gli istituti di credito valutano l’affidabilità attraverso la consultazione delle banche dati e attraverso il rapporto rata-reddito del richiedente.

 

E se la richiesta di prestito personale incontra ostacoli …

 

5. I cittadini interessati ad ottenere un prestito personale possono trovarsi davanti ad alcuni ostacoli, spesso difficili da abbattere. Quali sono le cause più frequenti della mancata concessione da parte degli enti creditizi?

Le cause più frequenti della mancata concessione del prestito personale da parte degli enti creditizi avviene spesso quando la documentazione evidenzia una “capacità di rimborso” del soggetto richiedente non sufficiente.

Questo accade quando il richiedente ha già altri contratti di finanziamento che, in aggiunta al prestito richiesto, impegnerebbero oltre un terzo del reddito. Tale limite è posto per evitare situazioni di sovra-indebitamento. Può essere anche rifiutata qualora il richiedente abbia subito nel passato protesti e/o risultino evidenze di mancati pagamenti relativi a prestiti precedentemente ottenuti.

Per valutare la reale “capacità di rimborso” del richiedente, gli enti erogatori possono consultare delle banche dati private oppure la Centrale Rischi della Banca d’Italia.

6. È possibile richiedere nuovamente un prestito dopo un eventuale rifiuto? Quanto tempo occorre far passare?

L’istituto di credito che ha rifiutato il prestito è tenuto a segnalare l’esito negativo della pratica alla banca dati del Crif. Solo dopo 30 giorni dalla segnalazione sarà possibile chiederlo nuovamente poiché dopo un mese si viene cancellati automaticamente dalla banca dati. Inoltre, si potrà chiedere un nuovo prestito se la situazione economica del richiedente si è modificata.

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