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Rapporto Censis 2016: Italiani investitori o rentier? La propensione all’investimento in Italia

Gli italiani sono un popolo d’investitori? Per rispondere a questa domanda, ci rifacciamo a un’indagine pubblicata lo scorso 2 dicembre dal Censis (il Centro Studi Investimenti Sociali), che restituisce una panoramica di una popolazione sfiduciata nelle prospettive di crescita e stabilizzazione.

Nuovi modelli di consumo

Nonostante il recupero dei consumi che ha caratterizzato il biennio 2014-2015, con un incremento positivo del +2,1% rispetto al periodo della crisi 2008-2013, la gran parte degli italiani si pongono l’obiettivo di contenere le spese quotidiane.

I consumi sono, tuttavia, trainati dalla marcata leva dei prezzi (promozioni e sconti) posta in atto come strategia dalla moderna distribuzione organizzata. Nonostante la crisi globale, nel periodo 2007-2015 il mercato italiano ha fatto registrare aumenti a due e a tre cifre nelle spese per l’informatica e gli smartphone. Grazie all’aumento dello shopping online, i consumatori hanno imparato a bypassare gli intermediari per risparmiare tempo e denaro negli acquisti.

La scomparsa del ceto medio

La situazione economica e l’aumento dell’occupazione a bassa qualifica hanno dato luogo a una scarsa crescita economica dei giovani. L’analisi del Censis sottolinea l’inasprimento del divario tra ceti più bassi e ceti ricchi, con la scomparsa di un ceto medio: trend che interesserà maggiormente gli italiani nel prossimo futuro, a causa dell’impoverimento delle generazioni più giovani.

Italiani, investitori o rentier?

Questa immobilità sociale e l’insicurezza spinge a un accantonamento della liquidità che corrisponde a un abbattimento degli investimenti nel futuro. Il risultato è quello di un volume di capitali improduttivi che può essere comparato con il Pil di un intero Paese come l’Ungheria (stiamo parlando di un accantonamento di 114,3 miliardi di euro). Ciò fa emergere gli italiani come popolo di rentier.

Cosa significa rentier

Con il termine “rentier” ci si riferisce a coloro che hanno una bassa propensione all’investimento a medio-lungo termine. Una prospettiva poco rosea per il prossimo futuro, che potrebbe vedere un ulteriore impoverimento dei ceti già deboli e un deterioramento degli standard di vita dei ceti più agiati.

La soluzione? Aprire al futuro

Dall’analisi del50° Rapporto Censis sulla situazione sociale del Paese il dato sulla propensione agli investimenti degli italiani dipinge un quadro a tinte cupe della situazione. Tuttavia è possibile leggervi anche una soluzione orientata al futuro: lasciare che quella liquidità tenuta “sotto il materasso” lavori per il nostro futuro, il segreto è nella scelta dello strumento di gestione del risparmio più adatto alle nostre esigenze.

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