Regime minimo garantito

Soluzioni per il futuro: il reddito minimo garantito (forse)

Il reddito minimo garantito è un argomento che circola da tempo oramai. In Italia parlarne oggi sembra un’utopia. Eppure, in un futuro non troppo lontano, questa forma assistenziale potrebbe diventare realtà. Il perché è da ricercarsi nel boom tecnologico che stiamo vivendo.

Cos’è il reddito minimo garantito

Per comprendere perché gli esperti prevedono l’avvento del reddito minimo garantito, bisogna partire dalla sua definizione:

Il reddito minimo garantito è un reddito erogato dallo Stato a coloro che, in età lavorativa, percepiscono un reddito inferiore alla soglia di povertà.

Un concetto che può essere facilmente confuso con altre teorie sul reddito, ma dalle quali si distingue:

Reddito di cittadinanza – Una somma percepita per il solo fatto di essere cittadini di uno Stato, indipendentemente dai redditi del cittadino.

Salario minimo – Retribuzione base fissata per legge o per contrattazione collettiva.

Il tramonto del lavoro umano e il ruolo del reddito minimo

Si chiama disoccupazione tecnologica ed è (ed è stata) già una realtà. Secondo alcuni, infatti, la scarsità di lavoro deriva proprio dall’avanzamento delle tecnologie che permettono di mantenere e incrementare il livello di produttività, diminuendo le risorse umane. Entro il 2030 la disoccupazione media globale potrebbe interessare il 16% della forza lavoro: è la proiezione dello studio Delphi, prodotto nell’ambito del Millennium project: un’organizzazione di futurologi provenienti da tutto il mondo che si interroga sui temi di oggi e di domani.

Qualora non ci si fidasse dell’opinione di anonimi futurologi, sarà utile sapere che la preoccupazione è condivisa anche da personaggi i cui nomi risultano familiari a tutte le orecchie: Stephen Hawking, Elon Musk e Bill Gates.

La previsione va da qui al 2050. Seppure i futuristi non si siano sbilanciati troppo sul ricorso al reddito minimo garantito, la loro conclusione non porta lontano: entro il 2050 gli Stati, per evitare rivoluzioni scatenate dalla povertà diffusa derivante dagli alti tassi di disoccupazione, dovranno pensare a formule per distribuire reddito indipendentemente dall’occupazione.

E se ci sarà troppo lavoro?

La proiezione del Millennium project non è l’unica sul tema del futuro del lavoro. C’è anche chi prevede che di lavoro ce ne sarà fin troppo. A conti fatti, basta attendere il 2030. Parola di Rainer Strack. Secondo questa teoria, l’avanzamento tecnologico non basterà a coprire il fabbisogno di forza lavoro in un mondo che invecchia: non ci saranno abbastanza lavoratori per coprire tutte le postazioni di lavoro e per mantenere lo standard produttivo attuale.

In questo caso, il reddito minimo garantito non potrà aiutarci in alcun modo.

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