cos è previdenza complementare

Cos’è la previdenza complementare: per affrontare il futuro senza preoccupazioni

Se si sente sempre più spesso parlare di previdenza complementare è per alcune ragioni specifiche che rendono questo sistema di gestione finanziaria del risparmio, una soluzione sempre più adeguata ad assicurare un futuro senza preoccupazioni. Ma cos’è la previdenza complementare?

Una definizione di previdenza complementare

Per capire cos’è la previdenza complementare in parole semplici, ecco una definizione che può aiutarci a comprendere questo strumento:

La previdenza complementare è il sistema privato, ad adesione volontaria, di gestione dei risparmi al fine di integrare la copertura pensionistica offerta dalla previdenza pubblica obbligatoria.

Una “pensione di supporto”, dunque, al sistema pensionistico pubblico.

Come funziona la previdenza complementare

La previdenza complementare (detta anche previdenza integrativa o pensione integrativa) funziona in un modo molto semplice:

  • Si tratta di una sorta di seconda pensione che si aggiunge a quella pubblica.
  • Come prima cosa, bisogna scegliere a chi versare il proprio contributo: le soluzioni a disposizione sono tante, come i fondi pensione (sicuramente i più noti).
  • Mensilmente, la persona versa una quota fissa del proprio stipendio all’ente che ha scelto per la pensione integrativa. Tale ente investirà il denaro così ricevuto in aziende, titoli di stato e quant’altro.
  • Il versamento della quota fissa dura un preciso numero di anni.
  • Alla fine di questo “periodo di versamento”, la persona avrà, in un certo senso, maturato una sorta di seconda pensione che gli verrà corrisposta insieme a quella pubblica.

Come già detto, sono diversi gli enti che offrono servizio di pensione integrativa, sia pubblici sui privati.

Chi può accedere alla previdenza complementare

Come si è detto, l’adesione alla previdenza complementare è su base volontaria. Possono aderire i lavoratori che già contribuiscono al sistema di previdenza obbligatoria. Nello specifico:

  • Lavoratori dipendenti, privati e pubblici;
  • Lavoratori autonomi e liberi professionisti organizzati;
  • Soci lavoratori e dipendenti di società cooperative;
  • Coloro che svolgono lavori di cura non retribuiti (responsabilità familiare), anche qualora non iscritti al fondo apposito istituito presso l’Inps;
  • Persone prive di reddito a carico di altri soggetti.

La pensione complementare conviene: ecco perché

Le riforme del sistema pensionistico pubblico in Italia hanno reso sempre più necessario il ricorso a forme previdenziali integrative, questo perché:

  • È stata innalzata l’età pensionabile e l’anzianità contributiva minima;
  • Si inizia a percepire uno stipendio adeguato sempre più tardi;
  • L’importo della pensione viene calcolato sull’ammontare di tutti i contributi versati (e non più solo sugli ultimi anni contributivi);
  • È aumentata l’aspettativa di vita al momento del pensionamento;
  • La pensione viene rivalutata sulla base della sola inflazione.

Tutti questi elementi rendono, il più delle volte, inadeguata al mantenimento di uno standard di vita in linea con quello pre-pensione.

La deducibilità della previdenza complementare

A rendere la previdenza complementare ancora più conveniente contribuisce anche la deducibilità. Infatti, quanto viene versato per la pensione integrativa è deducibile dalla dichiarazione dei redditi fino a un massimo di 5.164,57euro all’anno. Sicuramente un buon motivo in più per ricorrere a questa soluzione.

Ora che abbiamo scoperto cosa è la previdenza complementare, continuate a leggere il magazine di IBL Banca per scoprire come funzionano i fondi pensione.

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