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Prestito con delega: i passaggi più importanti della normativa in 9 punti

Il prestito con delega si rivolge a lavoratori dipendenti di ruolo e con contratto a tempo indeterminato e può essere di aiuto per fronteggiare le spese in diverse circostanze. È anche noto come doppio quinto, può essere richiesto da chi ha già un prestito con Cessione del Quinto, ma il cumulo tra la rata della Cessione del Quinto e del Prestito con delega non deve superare il 40% dello stipendio netto.

Ecco riassunti, in 9 punti, i passaggi più importanti della normativa che regolamenta il prestito con delega.

Quanto prevede la legge

La normativa in merito al prestito con delega è regolamentata dagli articoli 1269 “Delegazione di pagamento” e 1723 “Revocabilità del mandato” del Codice Civile.

Nel 1996 il Ministero del Tesoro ha avviato, attraverso l’emanazione delle circolari n. 46 e n. 63 , il processo di regolamentazione dell’istituto della delegazione, proseguito poi nel 1998, con l’emissione della Circolare n. 29 e nel 2003 con la Circolare n. 37.

La delega di pagamento contempla lo stesso iter e le medesime regole della Cessione del Quinto, sia per quanto concerne l’istruzione della pratica, sia per i requisiti necessari all’ottenimento. Ecco di seguito i passaggi principali.

La normativa sul prestito con delega riassunta in 9 punti

  1. Circolare n. 46 dell’8 Agosto 1996 del Ministero del Tesoro: prevede l’ammissibilità delle ritenute per delegazione di pagamento, in favore degli Istituti indicati all’art. 15 del D.P.R. 180/1950.
  2. Circolare n. 63 del 16 Ottobre 1996 del Ministero del Tesoro: stabilisce i vincoli cui devono sottostare i prestiti (Istituti di cui all’art. 15 del D.P.R. 180/1950, rispetto dei limiti di cedibilità ex D.P.R. 180/1950, riconoscimento degli oneri all’amministrazione terza ceduta); ribadisce che per i finanziamenti ex art. 58 D.P.R. 180/1950 esiste un obbligo legale di dare corso agli stessi a titolo gratuito, mentre per le delegazioni trattate dalle circolari del Ministero del Tesoro deve essere stabilito l’onere da porre a carico degli enti erogatori a rimborso dei costi per la gestione del servizio delle ritenute sugli stipendi.
  3. Circolare n. 29 dell’11 Marzo 1998 del Ministero del Tesoro: stabilisce la misura dell’onere da porre a carico del delegatario.
  4. Circolare n. 37 del 5 Settembre 2003 del Ministero dell’Economia e delle Finanze – Ragioneria Generale dello Stato: prevede che, in caso coesistessero due contratti, relativi alla Cessione del Quinto e prestito con delega, il limite della quota massima cedibile è quello previsto ex art. 70 del D.P.R. 180/1950 (metà dello stipendio), mentre la quota per il prestito con delega non può superare il quinto.
  5. Circolare n. 21 del 3 Giugno 2005 del Ministero dell’Economia e delle Finanze – Ragioneria Generale dello Stato: indica la durata della delega e la coesistenza di un contratto di Cessione del Quinto dello stipendio e di un prestito con delega.
  6. Circolare n. 554 del 29 Luglio 2005 del Ministero dell’Economia e delle Finanze – Direzione Centrale dei Servizi Vari: ribadisce che non è possibile contrarre delega in caso di presenza di Cessione del Quinto e piccolo prestito ex lege 656/60.
  7. Circolare n. 13 del 13 Marzo 2006 del Ministero dell’Economia e delle Finanze – Ragioneria Generale dello Stato: regolamenta alcuni aspetti procedurali limitando la durata delle deleghe convenzionali a 36 mesi, salvo diverse disposizioni.
  8. Circolare n. 646 del 13 Aprile 2006 del Ministero dell’Economia e delle Finanze – Direzione Centrale dei Servizi Vari: chiarisce che la durata delle deleghe rimane quella convenuta dalle parti nei singoli contratti di finanziamento ai sensi dell’art. 1372 del Codice Civile.
  9. Circolare n. 654 del 20 Aprile 2006 del Ministero dell’Economia e delle Finanze – Direzione centrale dei Servizi Vari: specifica che la durata delle deleghe rimane quella convenuta dalle parti nei singoli contratti di finanziamento ai sensi dell’art. 1372 del Codice Civile.

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