credito al consumo

Opinioni a confronto – Kirsten Van Toorenburg e Michele Spallino: il prestito al consumo e le abitudini degli italiani

Il magazine di IBL Banca ha intervistato due esperti di credito al consumo: Kirsten Van Toorenburg, responsabile Studi, Statistiche e Formazione di Assofin, e Michele Spallino, consulente finanziario esperto con, all’attivo, numerose pubblicazioni e collaborazioni con autorevoli quotidiani di economia e finanza. Con loro abbiamo analizzato la situazione attuale dei prestiti personali e di come il rapporto degli italiani con il credito al consumo si è evoluto nel tempo.

Trend positivo

L’andamento dei prestiti nel 2015 porta il segno positivo rispetto al 2014. Non è solo un incremento quantitativo: il trend è positivo anche nella qualità. Lo sottolinea Spallino che l’aumento si è avuto soprattutto nei prestiti finalizzati all’acquisto di beni di consumo durevole a fronte di un decremento dei prestiti dedicati al tamponamento delle sofferenze di liquidità. Un 2015 caratterizzato, dunque, dalla fiducia nella capacità di affrontare il debito e ripresa della voglia di fare acquisti contro il “venir meno di fabbisogni dovuti a carenza di liquidità”. Segnali di un “miglioramento della situazione reddituale e patrimoniale”.

Anche secondo Van Toorenburg “la ripresa del credito al consumo è quindi legata al recupero della spesa delle famiglie in beni durevoli”. I dati sono corroborati dalle rilevazioni dell’Osservatorio Assofin sul Credito al consumo.

Il ruolo dei tassi d’interesse sulla ripresa del credito

I tassi d’interesse nel 2015 hanno toccato i minimi storici. Elemento che sia per Van Toorenburg e Spallino ha contribuito positivamente alla ripresa del credito in Italia. Nonostante rimanga la tradizionale “prudenza italiana” nei confronti dei prestiti rispetto al mercato anglosassone, la fiducia nella possibilità di restituire il finanziamento grazie ai tassi vantaggiosi è stata una leva incisiva. Da abbinare anche all’abbattimento dei prezzi dei beni.

È solo ripresa o anche cambio di atteggiamenti di consumo?

Si può dire che la ripresa del credito al consumo per l’acquisto dei beni non di prima necessità sia stata dettata anche da un cambio di necessità di consumo degli Italiani? Secondo Spallino siamo all’inizio di un processo di cambiamento del modo in cui gli italiani percepiscono il consumo e le loro priorità. Un cambiamento “che può rivelarsi positivo sul lungo periodo”.

Secondo Van Toorenburg, invece, il traino è l’acquisto “di sostituzione”: quello che era stato rimandato per tanto tempo a causa della crisi. “Lentamente ci stiamo riprendendo, anche se sono in parte cambiati gli stili di consumo, ora più attenti e consapevoli”.

La crisi è stata il tramonto del popolo di risparmiatori?

Gli italiani sono sempre stati un popolo di risparmiatori. Secondo Spallino la crisi ha inciso sull’abitudine di consumo, ma non ha smentito la tradizionale prudenza italiana: non si è tentato di mantenere gli standard di consumo pre-crisi, ma di adattarsi alle mutate condizioni.

Anche per Van Toorenburg la contrazione del credito al consumo a partire dal 2009 è il segnale che le famiglie italiane sanno valutare con cautela qual è il loro potere di spesa anche nel lungo periodo.

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