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Richiedere un prestito personale: guida in 8 punti su caratteristiche e requisiti

Il prestito personale è un finanziamento flessibile che consente di ottenere una somma di denaro in grado di supportarvi nella realizzazione dei vostri progetti. Uno dei suoi indiscussi vantaggi risiede nella possibilità di personalizzare sia l’ammontare della rata che la durata del prestito. Ma scopriamo nel dettaglio cosa fare per richiedere un prestito personale: caratteristiche, documenti, requisiti.

Ecco una guida in 8 punti per orientarvi e capire meglio, prima di recarvi in banca e richiedere il vostro prestito personale.

  1. Definizione. Il Prestito Personale è un finanziamento che consente di richiedere una somma di denaro senza dover giustificare la finalità di utilizzo della stessa. La banca o l’istituto di credito concede il finanziamento a tasso fisso, da restituire seguendo un piano rateale costante. Il rimborso del finanziamento può avvenire attraverso trattenuta sul conto corrente o tramite bollettini postali. Scegliendo la soluzione del prestito personale potrete ricevere la somma richiesta, personalmente, tramite accredito sul conto corrente.
  2. Requisiti. Il prestito personale può essere concesso a lavoratori dipendenti, pensionati, lavoratori autonomi, artigiani ed imprenditori in possesso di una regolare busta paga, o che possano esibire una dichiarazione dei redditi o il cedolino della pensione. Il soggetto che ne fa richiesta deve essere un cittadino italiano, oppure uno straniero residente in Italia da almeno 1 anno, con un’età compresa fra i 18 e i 70 anni. È requisito fondamentale anche avere una buona posizione creditizia: non essere quindi un cattivo pagatore, non avere protesti e non essere in ritardo nel rimborso dei finanziamenti in corso. Per richiedere un prestito personale che abbia chance di essere concesso, è importante inoltre che l’importo sia proporzionato al reddito percepito. Nel caso in cui non siete nella condizione di dimostrarlo, avrete bisogno di un garante.

1_8 cose da sapere

  1. Importo e durata. Prima di richiedere un prestito personale ricordate che potete scegliere l’importo del vostro finanziamento: da un minimo di € 200 fino a un massimo di € 75.000. Potete inoltre dilazionare il prestito da un minimo di 1 anno, fino a un massimo di 120 mesi.
  2. Il contratto. Al momento della richiesta di un prestito personale valutate che il contratto contenga tutti gli elementi necessari che è bene siano specificati. Per prima cosa la somma di denaro che intendete richiedere e il tasso di interesse applicato. Seguono l’ammontare delle rate e la loro scadenza, il TAEG ossia il Tasso Annuo Effettivo Globale ed eventuali costi aggiuntivi da sostenere.

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  1. Il TAEG e il TEGM. Il primo è il Tasso Annuo Effettivo Globale e sta ad indicare il costo complessivo del finanziamento richiesto, su base annua. Il secondo è il Tasso Effettivo Globale Medio, ossia il valore medio del tasso applicato dalla banca a categorie omogenee di operazioni creditizie, nel secondo trimestre precedente. Anche questi elementi sono da valutare prima di richiedere il vostro prestito personale.
  2. Cause di rifiuto. Posto che ogni banca o istituto di credito si avvale della facoltà di stabilire criteri propri circa la concessione di un finanziamento, quando vi trovate nella condizione di richiedere un prestito personale è bene sapere che potreste imbattervi in un rifiuto. Dalla documentazione esibita, infatti, si potrebbe evincere una capacità di rimborso limitata, un sovraindebitamento o un passato da protestati o cattivi pagatori. Questi fattori potrebbero rappresentare delle cause di rifiuto del prestito.

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  1. Mancato rimborso. Nel caso in cui vi trovaste nella condizione di non poter rimborsare le rate pattuite in sede di contratto, è bene sapere che vi verranno applicati degli interessi di mora con conseguente segnalazione dell’intestatario del prestito personale, agli enti di tutela del credito.
  2. Diritto di recesso. Infine, come ogni contratto che si rispetti, anche quello relativo al prestito personale prevede la possibilità di recedere. Potete farlo entro 14 giorni dalla chiusura del contratto, attraverso una comunicazione diretta alla banca o all’ente erogatore, secondo le modalità previste in sede di contratto.

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