TEGM e TAEG differenza

Qual è la differenza tra TEGM e TAEG?

Quando si sta per chiedere un prestito, sono due valori che devono essere sempre specificati ma che, spesso, vengono confusi tra loro, per quanto indichino due cose diverse. Proprio per questo, è importante conoscere e capire bene la differenza che c’è tra TEGM e TAEG.

Cosa sono i TEGM

TEGM sta per tassi globali effettivi medi. Si tratta della media dei tassi effettivi globali, ovvero dei tassi di interesse relativi a una determinata categoria di finanziamento, come ad esempio il mutuo o la cessione del quinto. Sono anche definiti “tassi antiusura”: vedremo più avanti perché.

La Banca d’Italia, per conto del Ministero dell’Economia e delle Finanze, fissa il valore dei tassi effettivi globali medi, valore che cambia ogni tre mesi. La Banca d’Italia, oltre a fissare il valore dei TEGM, deve anche vigilare e controllare che banche, istituti di credito e intermediari finanziari li applichino e rispettino.

I TEGM, come si accennava prima, sono detti tassi antiusura perché stabiliscono una soglia al di sopra della quale il prestito comincia a considerarsi usura. Se una banca o un istituto di credito applica i TEGM, si avrà la certezza di avere a che fare con un istituto serio e professionale.

Cos’è il TAEG

TAEG sta per tasso annuale effettivo globale. È uno strumento il cui scopo è garantire la massima trasparenza nei confronti di chi sta firmando un contratto di credito a consumo presso una banca o un istituto di credito. Il TAEG è fondamentale per capire e valutare quale sarà effettivamente il costo del prestito. Questo strumento esprime in linea generale – in termini percentuali rispetto al capitale erogato – il costo totale effettivo del credito a carico del consumatore, includendo oneri diversi e ulteriori rispetto al tasso d’interesse che il consumatore dovrebbe corrispondere alle banche e agli intermediari finanziari ove decidesse di concludere il contratto.

Anche chiamato ISC (indicatore sintetico di costo), il TAEG è un valore percentuale che esprime il costo complessivo del prestito. In pratica, il TAEG rappresenta il costo effettivo che il cliente dovrà alla società che eroga il prestito: in questa voce rientrano, quindi, il tasso di interesse e tutti gli oneri accessori, come le spese per la pratica e le eventuali assicurazioni obbligatorie.

È importante, a questo punto, specificare che nel TAEG non rientrano:

  • Le somme che il consumatore deve pagare per l’inadempimento di un qualsiasi obbligo contrattuale, inclusi gli interessi di mora;
  • Le spese, diverse dal prezzo di acquisto, a carico del consumatore indipendentemente dal fatto che si tratta di un acquisto in contanti o a credito;
  • Le spese di trasferimento fondi e di tenuta di un conto destinato a ricevere gli importi dovuti dal consumatore, purché questi disponga di una ragionevole libertà di scelta e le spese non siano anormalmente elevate;
  • Le quote d’iscrizione a enti collettivi, derivanti da accordi distinti dal contratto di credito, anche se incidenti sulle condizioni di esso;
  • Le spese per le assicurazioni o garanzie diverse da quelle del punto precedente.

Per valutare bene il TAEG, a sua volta, bisogna conosce il TAN, ovvero il tasso annuale nominale: si tratta del tasso di interesse annuo che la banca o l’istituto di credito applicano al prestito.

TEGM o TAEG?

Sono entrambi importanti per valutare un prestito e devono essere entrambi chiaramente specificati nel contratto che si sta per firmare.

  • Valutare il TEGM consente di capire se il tasso d’interesse richiesto sia inferiore o superiore alla soglia antiusura;
  • Valutare il TAEG, invece, permette di soppesare il costo totale del prestito che si sta per richiedere.

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