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Tassi antiusura: i TEGM del terzo trimestre 2018

I TEGM (tassi effettivi globali medi) sono anche conosciuti con il nome di tassi antiusura. Stabiliscono dei limiti al di sopra dei quali il tasso di interesse applicato da un prestito si comincia a considerare usuraio. Vengono rilevati ogni tre mesi dalla Banca d’Italia per conto del Ministero dell’Economia e delle Finanze. E qui di seguito è possibile trovare i TEGM del terzo trimestre 2018.

I TEGM del secondo trimestre 2018: dal 1 luglio al 30 settembre

Aperture di credito in conto corrente

  • Fino a 5.000 euro: 10,89%;
  • Oltre 5.000 euro: 8,67%.

Scoperti senza affidamento

  • Fino a 1.500: 15,63%;
  • Oltre 1.500: 14,56%.

Anticipi, sconti commerciali e finanziamenti all’importazione

  • Fino a 50.000 euro: 7,31%;
  • Da 50.000 a 200.000 euro: 5,17%;
  • Oltre 200.000 euro: 3,20%.

Factoring

  • Fino a 50.000 euro: 4,91%;
  • Oltre 50.000 euro: 2,63%.

Crediti personali

  • Intera distribuzione: 10,09%.

Altri finanziamenti

  • Intera distribuzione: 10,24%.

Prestiti contro Cessione del Quinto dello stipendio e della pensione

  • Fino a 15.000 euro: 11,65%;
  • Oltre 15.000: euro: 8,71%.

Leasing autoveicoli e aeronavali

  • Fino a 25.000: 6,98%;
  • Oltre 25.000: 6,47%.

Leasing immobiliare

  • Tasso fisso: 3,74%;
  • Tasso variabile: 3,27%.

Leasing strumentale

  • Fino a 25.000 euro: 8,12%;
  • Oltre 25.000 euro: 4,63%.

Credito finalizzato

  • Intera distribuzione: 9,35%.

Credito Revolving

  • Intera distribuzione: 16,15%.

Finanziamenti con utilizzo di carte di credito

  • Intera distribuzione: 12,59%.

Mutui con garanzia ipotecaria

  • Tasso fisso: 2,67%;
  • Tasso variabile: 2,34%.

Importanza e aumenti

Quando si richiede un prestito, è molto importante valutare se il tasso di interesse chiesto dall’ente erogatore sia al di sotto della soglia stabilita dai TEGM.

Bisogna, inoltre, considerare che possono esserci degli aumenti e delle differenze tra il limite e il tasso medio. Ante luglio 2011, i tassi rilevati dovevano essere aumentati della metà. Post luglio 2011, i tassi rilevati devono essere aumentati di un quarto, al quale aumento bisogna aggiungere un margine di ulteriori quattro punti percentuali.

Comunque, la differenza tra il limite e il tasso medio non può essere superiore a otto punti percentuali.

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